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01 ottobre, 2011

Vacche contente。Monte Veronese di Malga

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Penso che l’energia positiva si possa trasmettere non solo da uomo a uomo, ma anche dalla vacca a me. Quando vedevo le vacche prendere il sole coricate nel pascolo infinto, sentivo il mondo essere semplicemente così bello.

01 febbraio, 2011

Buon Anno Cinese a Tutti!

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Kung Hey Fat Choi! È la frase Cantonese di auguri più diffusa a Hong Kong!! Vuol dire ‘Ti auguro tanti soldi!’. Usiamo sempre questa frase durante il periodo di Capodanno, per esempio, quando riceviamo una telefonata, diciamo subito ‘Kung Hey Fat Choi! Con chi parlo?’

29 gennaio, 2011

Il sogno a occhi aperti nel Chianti

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È stato a causa di un inverno freddo e umido.

Spesso resto stupefatta improvvisamente. E’ come quando, mangiando un piatto di spaghetti, ascolto le noiose e ripetitive notizie del telegiornale di mezzogiorno; non posso far altro che guardare fuori dalla finestra e il tempo si ferma in quel momento: quello fuori dalla finestra è un mondo senza nebbia, senza freddo e umido. C’è solo il caldo e bel sole del Chianti che si riflette sul corpo di un grosso gatto addormentato e nelle mie orecchie suona ‘Afternoons in Thailand’ di Ono Lisa. 

26 maggio, 2010

Ian Curtis + Man Ray + Remida Day = Reggio Emilia

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Siamo andati 4 volte a Reggio Emilia questa settimana. A parte di viaggi di lavoro per acquistare i colori per le pareti (già! I lavori di ristrutturazione del ristorante sono arrivati al punto finale!) ne abbiamo approfittato anche per viaggi di piacere.

Da Suzzara a Reggio Emilia in macchina servono meno di 40 minuti. Durante il viaggio, passiamo attraverso la campagna infinita, il cielo è blu e la terra è verde, finalmente è arrivata l’estate. Anche se Reggio è così vicina, non ho mai provato a scoprire questo paese in questi ultimi anni. Durante queste visite improvvise di questa settimana, c’era qualcosa nell’aria di questa città che mi ha attirato tanto.

Sono davanti al ritratto di Ian Curtis, la canzone ‘transmission’ continua suonare nelle mie orecchie, sulla finestra a fianco del ritratto c’è scritto ‘Manchester …la pancia e il fegato della Nazione.’ firmato George Orwell, il mio sguardo passa il vetro e si posa sulla luce gialla della via lastricata di san pietrini. La mostra fotografica di Kevin Cummin è un evento speciale del Festival di Fotografia Europea di quest’anno. La mostra è collocata al museo Spazio Gerra: un palazzo moderno coperto di vetro tra due palazzi vecchi che attira l’attenzione.

10 maggio, 2010

Il Sawadee Adriatico

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Devo ammettere che faccio sempre le cose che non seguono un senso logico.

Un Mercoledì di inizio aprile, il tempo era ammuffito e freddo, ma ho deciso di andare a ‘prendere il sole’ a Cesenatico, sulla costa adriatica. Da giugno a settembre Cesenatico è sempre piena di Italiani quasi nudi. È la vita estiva dei fortunati Italiani.

02 marzo, 2010

Matrimonio Hong Kong style

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 Forse qualche filosofo già prima di Socrate ha scritto sulla filosofia del matrimonio. Però su che cosa si mangia nei matrimoni, non c'è mai stata molta attenzione.

Il matrimonio, per me è la continua ripetizione dell'azione di mangiare maialino arrosto, visto che il maialino arrosto è un piatto tradizionale indispensabile nelle feste di matrimonio a Hong Kong. Quando ero piccola, ogni volta che vedevo l'invito rosso (è il colore classico dell'invito di matrimonio a Hong Kong), credevo di essere invitata per una cena a base di maialino arrosto. Questo piatto mi piace così tanto che aspettavo il giorno delle nozze con grande entusiasmo, forse più degli sposi stessi. Quando mi capita di assaggiare un buon maialino arrosto in un matrimonio, sento sempre una bella sensazione del tipo 'ora potrei anche morire senza rimpianto'. Non mi sento mai così affermata e soddisfatta della mia esistenza come quando mi ritrovo con un pezzo di maialino arrosto croccante in bocca.

Purtroppo mangiare un buon pezzo di maialino arrosto non è una cosa che capita tutti i giorni. Dal momento in cui lo sposo chiede alla sposa di sposarlo, al momento che gli ospiti mangiano il maialino arrosto alla loro festa di matrimonio possono passare anni. Prima del 24 Gennaio 2010, non potevo immaginare quanto potesse essere complicato un matrimonio Hong Kong style fino a quando non ho preso parte alle nozze di una mia cara amica.

 
Penso che il matrimonio Hong Kong style sia così complicato a causa della tradizione fusion. I riti tradizione cinese si mescolano a quelli più moderni. E' come cuocere spaghetti e vermicelli di soia nella stessa pentola, mantenendo buona la consistenza di tutti e due. È molto complicato.

Dopo aver deciso di sposarsi, i fidanzati devono come prima cosa scegliere un giorno e un orario 'fausto' per sposarsi. Ci sono tanti tabù a evitare, di solito devono evitare di sceglie i giorni dei compleanni dei parenti di entrambe le famiglie. Se ci fossero tanti parenti, allora non ci sarebbero tanti giorni tra cui scegliere. Nel frattempo bisogna chiedere disponibilità per il giorno scelto dove si fa la cerimonia e la festa. Solitamente, i posti più richiesti hanno una lista d'attesa di oltre un anno.

Nel matrimonio Hong Kong style ci sono 6 riti importanti da rispettare prima e durante il matrimonio stesso

Prima di matrimonio:
Il fidanzamento, l'installazione del letto nuziale, la spedizione della dote nuziale, il rito della pettinatura,

Durante il matrimonio:
La presa della sposa, la partenza dalla porta e l'arrivo alla porta.

Il fidanzamento.
Stipulare la promessa di matrimonio. La famiglia del fidanzato sceglie una giornata 'fausta' e porta i soldi (la quantità è stata decisa al termine di una lunga trattativa tra le due famiglie) e diversi tipi di regali a casa della fidanzata. Ci sono diversi tipi di regalo, per esempio il denaro significa che il fidanzato ringrazia dell'educazione che i genitori della fidanzata le hanno donato. Un paio di noci di cocco augurano fertilità visto che la pronuncia della parola cocco in cinese somiglia tanto a 'padre figli'.

L'installazione del letto nuziale.
Qualche giorno prima del matrimonio, bisogna scegliere una giornata 'fausta' (ma quante giornate 'fauste' …) per l'installazione del letto nuziale. Bisogna trovare un 'Uomo Fortunato' (cioè un uomo con una famiglia con tanti bambini e che ovviamente non può essere vedovo né divorziato) che metta il letto degli sposi nella posizione giusta. La posizione giusta dipende dalla data di nascita degli sposi. I mobili a fianco del letto non possono avere spigoli in direzione della testiera del letto stesso. Dopo aver messo a posto il letto, serve una 'Donna Fortunata' che faccia il letto e metta tante caramelle sul copriletto. Una volta finito il letto è vietato sedercisi sopra per sposi, adulti, vedovi e divorziati; solo i bambini possono perché portano fertilità.

La spedizione della dote nuziale.
La dote nuziale deve essere spedita a casa dello sposo almeno un giorno prima del matrimonio. In passato, il valore delle dote nuziale era un simbolo di potere e ricchezza della famiglia della sposa.

Il rito della pettinatura.
Tale rito va svolto la notte prima delle nozze. In passato, dopo essersi promessa allo sposo, la sposa doveva cambiare pettinatura e portare lo chignon, come manifesto del suo fidanzamento. Il rito della pettinatura è molto importante. Bisogna trovare una 'Donna Benedetta' (ovvero al sesto livello di parentela se gli altri cinque sono vivi. Sé stesso, nonni, genitori, fratelli, coniugi e figli) e usa un pettine nuovo per pettinare i capelli della sposa.

Prima della giornata più importante, ci sono ancora tante piccole cose da sistemare: decidere il menù e provarlo, la location del matrimonio, stampare e distribuire gli inviti, provare gli abiti, il trucco e la pettinatura, dimagrire (bisogna cambiare la misura dell'abito se si dimagrisce troppo), trovare la macchina degli sposi, prenotare la torta nuziale, il fotografo, preparare l'ornamento d'oro per la sposa, il trasloco, infine bisogna fare le foto degli sposi. Già! a Hong Kong, le foto degli sposi non si fanno solo nella giornata del matrimonio ma anche molto prima. Gli sposi possono andare dove vogliano per fare le foto: Parigi, Giappone, Macau, China. Dopo aver sistemato tutte queste cose possono finalmente dire di aver finito con i preparativi e arriva il matrimonio.


La presa della sposa
Lo sposo va a casa della sposa per portarla via. Questo rito ha subito qualche modifica rispetto alle procedure più tradizionali. Le amiche della sposa preparano una serie di scherzi per sfidare il gruppo di amici dello sposo. Per esempio, noi abbiamo fatto una lista di domande (tra cui anche domande tratte da un test per l'IQ, storia, cultura popolare ecc) a cui il gruppo dello sposo deve rispondere mantenendo una difficilissima posizione YOGA. Dopo aver passato le prove, lo sposo può ricevere la sposa. Poi gli sposi, in ginocchio, offrono il té ai genitori.
 
La partenza dalla porta
La sposa parte da casa sua. Oggi, quando la sposa parte da casa, la sua guardiana (una sua amica che non può essere sposata) accompagna la sposa da casa sua a quella dello sposo. La guardiana porta un ombrello rosso sulla testa della sposa in auspicio di fertilità. Le altre amiche spargono il riso al fianco della sposa.

Arrivo alla porta
La sposa arriva a casa dello sposo e saluta i suoceri e i parenti. Gli sposi devono offrire il té in ginocchio a tutti i parenti, in cambio, i suoceri regalano gioielli alla sposa che li deve subito indossare mostrando così di accettare gli auguri.

Nonostante i riti tradizionali siano lunghi e diversi, dopo averli conclusi non si può dire di aver finito. Manca ancora tutta la cerimonia moderna nella quale gli sposi firmano il contratto e diventano coniugi legalmente. Una legge del 2006 ha permesso agli sposi di Hong Kong di poter celebrare il loro matrimonio ovunque essi preferiscano a patto che riescano a trovare un celebrante civile (avvocato) che svolga la pratica. Alla fine è il momento di dire 'sì'. Sono diventati marito e moglie.

 Dopo la cerimonia, è finalmente arrivato il momento importante per me – la festa. Vedendo i miei due cari amici insieme dopo 10 anni di momenti felici e tristi, adesso sono qua davanti al maialino arrosto nella loro festa. Guardando gli occhi del maialino mi accorgo che non sono più occhi ma ciliegie. Vedo due luci rosse che mi attirano come fossero insegne luminose.

Non posso resistere a non prenderne un pezzo, provo a cercare, nella mia mente, l'immagine dell'ultima volta che ho mangiato il maialino arrosto ma purtroppo non riesco ricordare nulla. E' davvero passato troppo tempo. Sembra ch'è da quel momento … nessuno si sia più voluto sposare.


Prendo una boccata d'aria fresca, chiudo gli occhi, mando giù questo pezzo di maialino arrosto decisamente. Nel cuore, canto una canzone che cantavo sempre con i miei amici 'Quando l'uva è matura':

Lasciare la pietra che ti ha fatto male
Impara dagli sbagli
Forse la stagione per il buon raccolto non è ancora arrivata
ma dovresti accettarlo
Forse quando il tuo amore sarà invecchiato
diventerà vino buono
allora il tempo sarà arrivato

Cari amici, vi auguro la felicità sempre.





20 febbraio, 2010

Hong Kong。La strada dei chiromanti。Alle 7 di sera di un giorno infrasettimanale

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Hong Kong
Due mesi passano alla svelta. Sono stata a casa mia ad Hong Kong, e ora sono tornata a casa mia qui in Italia. In questi due mesi ho sempre tenuto tra le mani il libro ‘La fine del mondo e il paese delle meraviglie’di Haruki Murakami.

Non tornavo a Hong Kong da 2 anni, ma di certo non avevo bisogno ambientarmi. C’è stata però una cosa che mi ha subito stupito: la mia testa sembrava toccare il soffitto di casa casa, avevo quasi l’impressione che il mio corpo fosse diventato gigante. Questa sensazione veniva forse dalla piccola distanza spazio cosiddetto tra soffitto e pavimento.

Sulla piccola isola di Hong Kong, ogni cosa è comoda. Sotto casa mia c’è un supermercato e un mercato attivo tutti i giorni, un negozio aperto 24 ore e tantissimi negozi di diversi tipi inoltre ci sono tanti ristorantini, uno dei quali ha anche preso una stella della guida Michelin. Ho portato con me solo i vestiti che avevo addosso e che mi servivano per il viaggio, poi niente, neanche le mutande, perché posso comprarmi quello che mi serve facilmente con pochi soldi. In confronto ad Hong Kong dove con i soldi, puoi avere tutte le cose vuoi quando vuoi, in Europa il denaro sembra a volte essere antipatico e puzzare visto che i negozi preferiscono chiudere e guadagnare meno soldi per andare vacanza. Non c’è giusto o sbagliato, si tratta solo di una scelta diversa. Personalmente, mi piace godere di entrambe le situazioni!

Oltre agli affetti, mi mancavano tanto i gusti dinamici di Hong Kong: su questa isola piccolina si possono assaggiare quasi tutti i gusti del mondo! In Italia, qualche volta ho seriamente sofferto di quello che chiamavo ‘depressione nostalgica delle papille gustative’. Più cibo italiano mangio e più sento il bisogno di gusti diversi, più sento nostalgia di casa più ho fame, e le papille gustative sono sempre più depresse. È un circolo vizioso. È una depressione incurabile con le medicine. Le papille gustative hanno un isterico bisogno di gusti diversi.

Alla fine, nelle 2 settimane e mezzo che ho trascorso a Hong Kong, ho mangiato almeno 70 volte. Delle 500 foto che ho fatto, l’80% sono ritratti di cibo e piatti. Adesso ho anche il problema dell’eccessiva estensione di stomaco.


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La strada dei chiromanti

Ogni sera, nei pressi del tempio di ‘Tin Hau’ nel quartiere di Yaumatei, tanti credenti si ritrovano nella strada dei chiromanti per ‘chiedere il futuro’. Questa piccola zona pedonale, non più lunga di 600 metri, raduna diversi tipi di chiromanti. Chi non ottiene una buona risposta dai chiromanti orientali, può andare da quelli occidentali con Tarocchi. La mia chiromante fissa non è un essere umano, ma un uccellino.

Ecco, si fa così: scelgo un uccellino, poi gli faccio una domanda sincera. Dopodiché, l’uccellino salta fuori dalla gabbia, e sceglie dal mazzo la carta della risposta. Quella carta è la risposta alla mia domanda.

Ovviamente, gli ho chiesto il futuro del ristorante e del bed & breakfast!


L’uccellino ha preso una carta dal titolo ‘Zhuge Liang ha preso in prestito il vento dell’Est’. Si tratta di una raffigurazione della battaglia di Chibi, una battaglia molto importante nella storia della Cina. La Battaglia di Chibi fu uno scontro che si svolse nel 208 fra l'Impero Cinese dei Han e l'esercito dei ‘signori della guerra’ Liu Bei e Sun Quan. Zhu Geliang era il consigliere militare di Liu Bei.

Insomma, la carta disse che abbiamo bisogno una cosa importante che dobbiamo prendere in prestito e che in Maggio sarà tutto posto.

Bene!

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Alle 7 di sera di un giorno infrasettimanale

Dopo qualche anno sono tornata al binario di Admirality alle 7 di sera. Andando verso Kowloon dall’Isola Hong Kong, ho dovuto infatti cambiare treno alla stazione Admiratly. Appena sono scesa dal treno, sul binario, ho visto almeno 10,000 persone tutte insieme. Persone uscite dagli uffici contemporaneamente che prendono il treno per Kowloon allo stesso momento.

Penso di aver aspettato 20 minuti per salire sul treno, schiacciata tra la folla. Un treno arrivava ogni 30 secondi, quindi ho visto 35 treni passare prima che arrivasse quello buono per me. In quel momento ho pensato di aver visto più o meno lo stesso numero di persone che vedo in Italia in un anno intero.
Questo è il potere delle metropoli, dove si spreme il tempo di un anno in un solo secondo.

Anche se il mio ritmo si è abbassato ai livelli di un cittadino Europeo, di fronte a questa situazione non sono diventata matta anche se forse avevo un po' di difficoltà a respirare. Quei 20 minuti sono passati alla svelta, perché ero in compagnia di altre 10,000 persone. È stata una sensazione strana; potevo osservare la gente e capire il trend di Hong Kong:
90% delle persone stavano usando la connessione internet sottoterranea con il cellulare (di questi il 30% usavano un iPHONE)
99% delle persone vestivano di NERO.
70% delle persone aveva occhiali da vista NERI
50% delle persone erano studenti in uniforme.

06 gennaio, 2010

Shibuya a Parma 。I fuochi dell’ultimo dell’anno

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Tra tutti i piatti, il sushi è sempre stato speciale per me. Quando ero a Hong Kong, andavo a mangiare sushi diverse volte a settimana. Ma in Italia, è davvero difficile trovarne di buono.

Milano, Firenze e Torino. In queste 3 grandi città turistiche e commerciali, ci sono tanti ristoranti Giapponesi, perciò è relativamente facile trovarne uno abbastanza buono. Specialmente a Milano, dove c’è il mercato ittico più importante d’Italia e dove si può quindi trovare una buona varietà di pese fresco. Purtroppo, io e Milano siamo distanti 160 km.

Un anno fa, per puro caso, abbiamo scoperto questo ristorante Giapponese. Ci siamo fermati per un rifornimento al distributore di metano di parma aperto 24 h; il ristorante è proprio davanti al distributore. Grazie alla nostra passione gastronomica e alla voglia di sperimentare sempre cose nuove, siamo entrati senza pensarci. È così che ha avuto inizio una relazione che mi ha portato ad essere una cliente fissa dello Shibuya.


Francamente, i piatti allo Shibuya non sono eccellenti. Ma il sushi fatto dallo chef è buono o almeno lo trovo più buono dai tanti altri ristoranti Giapponesi in Italia. Il pesce crudo è fresco e a prezzi accettabili. Ho chiesto al gestore e ho saputo che il sushi chef è di Singapore, dove ha maturato diversi anni di esperienza nella lavorazione del sushi. Lo chef sembra essere seriamente sensibile sulla qualità del pesce e pertanto la freschezza sembra garantita.

Le consegne di pesce avvengono Martedì e Venerdì, quindi se volete un sushi di ventresca di tonno (toro), dovreste andare allo Shibuya in quei giorni. I sushi di gamberi crudi, capesante, anguilla grigliata e tempura di gamberi sono buoni. Inoltre, la carta di sake non è male.

Gli altri piatti presenti in menù, oltre al sushi, non sono male ma io vi consiglio di concentravi sul sushi.


Dopo cena, siamo andanti a casa di un amico di Corrado. E’l’ultimo dell’anno e una ventina di giovani lo trascorrono insieme, ovviamente spunta qualcosa di stupido ma divertente: i fuochi! Ognuno ne ha portato una piccola scorta. Questa sera, il fuoco da 8 euro di Dario ha vinto il primo premio, sembrava un fuoco d’artificio professionale.

Poi, abbiamo giocato a Tombola e a Poker fino alle 5 del mattino. E così è arrivato il 2010. Ora non vedo l’ora di partire per Hong Kong, casa mia, dove trascorrerò la mia prossima vacanza.







15 dicembre, 2009

Vini di Soave。 L’anima del ristorante

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Per quasi un mese non ci sono stati aggiornamenti sul nostro blog, il fatto è che in questo mese abbiamo avuto troppi studi da fare e compiti da svolgere. Nella preparazione di un ristorante, ogni cosa, anche la più piccola e la più banale possono avere un’influenza incalcolabile sul risultato finito. Noi continuiamo a leggere libri, andiamo in giro a provare cibi, assaggiamo vini, proviamo dei piatti, osserviamo gli stili, annotiamo prezzi ed osserviamo i clienti degli altri ristoranti. Ci vuole tanto tempo per studiare il mercato, ma è indispensabile. Anche se avessimo tante buone idee, alle fine, aprire un ristorante è un business, quindi costi, prezzi e concorrenti sono bocconi amari che dobbiamo conoscere e metabolizzare.

Le informazioni che stiamo raccogliendo ci serviranno per scrivere l’anima del nostro ristorante ovvero il menù e la carta dei vini. Far conciliare le nostre buone idee e questi bocconi amari per ottenere il meglio non è facile.

Non saprei dire quante volte mi sono trovata in ristoranti la cui carta dei vini era compilata in modo davvero poco chiaro. Compariva semplicemente il nome del vino ed il prezzo; non erano indicati anno, produttore e vitigni. Altre volte mi è successo di aver scelto un vino del 2006, ma alla fine il cameriere ha portato una bottiglia del 2008. Mi sono sentita imbrogliata, ed ho pensato che quei gestori non conoscono i prodotti che vendono.

Per non decadere a questo livello, abbiamo deciso di preferire nel menù prodotti e produttori che conosciamo. Anche se non sarà possibile vistare tutti produttori personalmente, abbiamo studiato la loro produzione, o siamo comunque in contatto con loro. Inoltre, dobbiamo assaggiare prima i prodotti che proporremo. Penso che i clienti sentiranno la cura di questi dettagli e se li troveranno nel menù e nel rapporto con i gestori.

Sono convinta che questa sia la differenza fondamentale che passa tra un ristorante normale ed un buon ristorante.

Dopo aver visitato Soave la settimana scorsa questo concetto mi è apparso ancora più chiaro.

Era una bellissima giornata. Una giornata serena dopo una settimana di nebbia e pioggia. In quell’ora di macchina che c’è tra Suzzara e Soave il cielo era blu come un giardino pieno di convolvolvo, senza nuvole, in lontananza il Monte Baldo era coperto di neve.



La strada nel centro storico di Soave è ordinata, il sole sulle pietre vecchie, le rende brillanti. Grappoli di uva appassita penzolavano dall’antico ingresso della città come per dire a chi arriva “attento, stai entrando a Soave, la città del vino”. Attraverso le piccole strade del paese, siamo arrivati alla casa del vino dove il nostro amico Giovanni lavora per Il Consorzio Tutela Soave. Giovanni ha capelli biondi e morbidi come i bambini e l’aspetto giovane, ma quando comincia a parlare dei vini di Soave si trasforma subito in un vecchio studioso, da nozioni sulla geografia del territorio e sulle specialità produttive di ogni azienda. Lui è il nostro insegnante e seguendo il suo consiglio andiamo a visitare 2 produttori.

Situata a Costalunga, l’azienda ‘I Stefanini’ ha iniziato a imbottigliare i loro vini nel 2003. Per 50 anni prima del 2003 hanno venduto le loro uve alla cantina sociale. Hanno una storia produttiva recente, ma alle spalle un passato importante di lavoro nelle vigne. Forse per questo il loro Soave Classico Monte di Fice 2007 ha preso i 3 bicchieri nella guida vini d’Italia 2009.

Il produttore Valentino è un uomo gagliardo, faccia quadrata con sopraciglio spesso e nero, lo sguardo senza dubbio. Ci ha spiegato con tanta pazienza il loro processo produttivo ed il loro terrior. Diceva, ‘Prima degli anni 90 , tante aziende a Soave facevano vini sfusi, con il solo obiettivo della quantità. Ma il suolo vulcanico a Soave ha grandi potenzialità e dà ai nostri vini la loro caratteristica più particolare... usiamo l’acciaio per la fermentazione e la vinificazione, crediamo nella nostra qualità, però serve ancora un po’ di tempo prima che l’immagine del Soave Classico si evolva così come si è evoluta la qualità dei vini’
Il colore dorato del Soave Classico Monte di Fice, chiaro, brillante ed elegante, è l’esatto contrario dell’indole robusta di Valentino. In bocca, si sente tantissimo il minerale, quasi metallico, mi ricorda tanto il vino bianco siciliano dei terreni vulcanici dell’Etna. I’aspetto elegante del vino non nasconde un carattere forte, come il produttore.

Il carattere vivace de ‘I Stefanini’ è molto diverso da quello decisamente femminile, di sapori di pompelmo e fiori del Soave Classico Monte Carbonare di ‘Suavia’. I loro vini sono così diversi anche se distanti solo 15 minuti di macchina. Questa è una caratteristica importante della zona del Soave. In soli 10 metri di distanza ci sono diversi crus e le uve sono diverse.

Suavia’ già nel 1887 era di proprietà della famiglia Tesseri che a quel tempo vendevano le uve alle cooperative. Fu nel 1982 che i proprietari decisero di cambiare e costituirono il proprio marchio. Adesso l’azienda è gestita da due delle quattro figlie. La cantina e l’abitazione di Suavia è situata nelle splendide colline di fronte al Monte Carbonare sulla cime del quale alcuni dei vigneti di proprietà di Suavia hanno la maggiore altitudine dell’intera denominazione del Soave Classico.

Siamo arrivati alle 11. Il sole si rifletteva sulle pendici del Monte Carbonare, come la sagoma della ragazza. Era Meri, una delle quattro figlie uscita a salutarci. La sua pelle è chiara proprio come i loro vini. Anche se quella era la prima volta ci incontravamo, abbiamo fatto una chiacchierata di quasi un'ora prima di iniziare la degustazione. Nella conversazione, Meri mi ha dato l'impressione di essere liberale ma conservativa. Era aperta all’apprendimento in materia di vino, ma fedele al tradizionale gusto del Soave Classico, creato dal suolo e ad esso strettamente legato, dal clima e dalla personalità del produttore.

Prima di lasciarci andare, Meri ci ha dato un consiglio.‘In futuro, potrete incontrare persone con una conoscenza enologica o gastronomica superficiale, che però si sentiranno veri esperti. Non siatene offesi, ma preparatevi bene. Fate valere le vostre ragioni e le vostre conoscenze, vedrete che chi ama davvero la gastronomia, lascerà perdere il proprio ego e vi ascolterà con piacere.’
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