14 settembre, 2009

Il festival dell’ascolto


Fare un festival non significa solo mettere insieme i cittadini e fare schiamazzi e urla, avere musica dal vivo in ogni angolo o lanciare arance e pomodori. Un festival può divertire anche invitando alla compostezza e all’ascolto.

Dal 1996 ogni prima settimana di Settembre, Mantova (che si trova 20 km a nord di Suzzara) si riempie di viaggiatori da ogni parte del mondo, ma riesce a conservare la sua tranquillità di sempre. Non si vedono grandi pubblicità né mille bancarelle sparse per la città ma si avverte un’atmosfera tutta nuova in città.

è la forza del Festivaletteratura.

Quest’attitudine letteraria si è sviluppata a Mantova in un lungo periodo. Dal medioevo al rinascimento, Mantova è sempre stata un luogo importante per la letteratura ed è stata spesso scena di tanti capolavori. Per esempio, di Shakespeare. Romeo Dopo aver ucciso Tebaldo Capuleti fu mandato in esilio a Mantova, quando poi tornò a Verona, Giulietta si era già suicidata. Dante, nel suo capolavoro più famoso è guidato attraverso i gironi dell’inferno nel purgatorio dal poeta Mantovano Virgilio. Andrea Mantegna, un importante artista del Rinascimento al servizio dalla nobile famiglia dei Gonzaga, si rese artefice di una lunga serie di opere d’arte di livello assoluto. Nel luglio del 2008, Mantova è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

L’architettura antica tra Piazza Erbe a Piazza Sordello, è una macchina del tempo. Mentre cammino immersa nella storia vengo riportata alla realtà solo dai sampietrini che lastricano il pavimento e mi stuzzicano i piedi. Alle 8 di sera, c’è la coda davanti al Palazzo Ducale, però l’atmosfera è rilassata. Quasi 2000 spettatori si sono dati appuntamento per aspettare lo scrittore Cileno, Luis Sepulveda (Lucio). La serata è gradevole, un vento fresco fa cadere le prime foglie annunciando così la prossima fine dell’estate. In piazza Castello un anfiteatro accoglie un pubblico concentrato e voglioso di sentire le parole dell’autore. Il famoso autore Cileno sale sul palco con un abbigliamento da casa, penso abbia uno stile più informale del pubblico. Lucio si accomoda e comincia a fumare. Lentamente ma continuamente. La sua voce gentile ma forte ha un accento spagnolo. Ogni cosa che racconta è divertente, ma arriva sempre al nocciolo del discorso. Ogni suo discorso ha una morale precisa. Ascoltare le sue parole è come leggere un suo libro. Lucio parla di principi fondamentali ed espone le sue idee con fermezza ma anche con grande ironia. La sua voce è come il suono del gong, liscia e forte.


Da un’altra parte della città, nella splendida cornice del due centenario e barocco Teatro Bibena, il pubblico sta ascoltando l’astronomo Jacopo Staude che racconta di come 400 anni fa, con calma e saggezza, Galileo riuscì a migliorare il telescopio, di come lo utilizzò per osservare il cielo e riuscì a raccogliere il risultato del suo lavoro nel libro ‘Sidereus Nuncius’. Ovviamente Stude ha anche illustrato il triste destino di Galileo.

Architettura antica e vita moderna, letteratura e cultura, relatori e pubblico. Si mescolano tutti tra loro e formano insieme il Festivaletteratura.

Stasera nessuna tribuna politica, niente show volgari, solo un relatore con un microfono.

Ecco il Festivaleteratura che come il vento fresco dell’autunno, porta via l’umidità dell’aria e lascia la pelle secca e fresca. Si sta davvero bene!


Link
Sito ufficiale del festivaletteratura
Video ufficiale del Festivaletteratura

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