09 ottobre, 2012

Solitaria 38


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(il mio primo racconto, scritto in una giornata fredda, ventosa. Non ho pensato a niente, solo al vento...)

Le piace guardare film horror.

Lei pensa che sarebbe felice se, quando arriva la scena paurosa, ci fosse qualcuno lì ad abbracciarla.

Ogni volta che va al cinema a guardare un film horror, compra due biglietti vicini nell’ ultima fila. Prima che il film inizi, quando si spengono le luci, lei tira fuori da una borsa scura un orsacchiotto, 
bianco come la neve, alto la metà di lei con gli occhi scuri brillanti e le estremità delle labbra rivolte all’insù. Poi lei lo appoggia sul sedile di fianco al suo e seduti, guardano insieme il film. Quando arrivano le scene intense: qualcuno che cerca di strangolare la protagonista, oppure, il protagonista si trasforma in psicopatico, o il poliziotto scopre un cadavere pieno di vermi; lei grida di paura e si copre gli occhi con le mani. Ma non resiste e guarda, quasi di nascosto, le scene del film tra le fessure delle dita. Poi, stringe forte il suo orsacchiotto. Lui gli risponde sempre con un sorriso dolce per tranquillizzarla. Lei gli dice all'orecchio  che bello che ci sei, sto bene. Alla fine del film, lei rimette con delicatezza l’oracchiotto dentro quella borsa scura. Lei dorme sempre molto bene dopo aver visto i film horror al cinema. 

Oggi è il suo 38esimo compleanno. Ormai non si ricorda più quando è stata l'ultima volta che ha passato un compleanno con il suo fidanzato. Infatti, è come non fosse mai stata innamorata. Ogni tanto va al bar e trova uno sconosciuto come lei, poi vanno al motel e passano insieme una notte folle. Ma lei ha una sua disciplina: non passa mai fuori tutta la notte, torna sempre a casa prima dell'alba per dare un bacino al suo orsacchiotto seduto nell'angolo alto a destra del suo letto. 


Ogni giorno, lei si alza alle 7 in punto e prepara una ricca colazione: uova sode, toast, pomodori, bacon e fagioli, una tazza di té caldo e forte. Il suo orsacchiotto sta seduto al tavolo con gli occhi fissi sulla sua schiena. Lei sente il suo sguardo intenso e concentrato su di lei, come se qualcuno aspettasse la colazione che sta preparando. Prima di andare a lavorare, lo rimette sull’angolo alto di destra del suo letto e gli dice: ‘vado, aspettami per cena.’

Accende il motore e premendo il pedale del gas, lei vola via con la sua Porsche rossa. Alle 9 della mattina, il suo cellulare suona già in continuazione, comincia il lavoro ancora prima di arrivare in ufficio. Lei è il direttore di una banca internazionale e gestisce sotto di se almeno un centinaio di persone. Tutto quello che ha oggi, è il risultato di anni di duro lavoro. Appena entra in ufficio, nasconde subito tutti i sorrisi. Lo staff la saluta con cortesia, ma lei risponde con un solo piccolo accenno del capo, senza emozione.

‘Buon giorno direttore! Ma lei è fantastica oggi, come ha passato il compleanno con suo marito?’La sua segretaria è un vero e proprio calendario umano a cui non sfugge nulla, nemmeno una piccola cosa qualsiasi. Questa è la dote tipica delle segretarie.

‘Siamo andati a vedere un film horror ieri sera, poi al pub. Stamattina, mi ha preparato la colazione, solo che il bacon era troppo salato… risponde lei cercando di sorridere un po. 

‘Che bella coppia che siete, un vero modello da seguire! Come v’invidio, anche a me piacerebbe…’ ma lei non le da neppure il tempo di finire la frase, entra nel suo ufficio chiudendo la porta con rigidità. 


Lei si sente impotente e senza forza nelle gambe si lascia cadere sulla sua poltrona. Guarda il panorama del mare fuori dalla finestra. Dopo tutti questi anni, per la prima avverte un senso di solitudine.

4 commenti:

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